Colore impastato e caratteri ingrossati: come avere il controllo dei risultati di stampa

Caratteri ingrossati, colore impastato e risultati instabili nella stampa flexo o letterpress:
Analizziamo il problema dal punto di vista tecnico. Come riprendere il controllo del processo partendo dai cliché.

Anche tu non sopporti di fermare la macchina da stampa e andare avanti a tentativi per ottenere un risultato appena accettabile?

Quante volte ti è capitato di passare ore in macchina cercando di capire come eliminare i caratteri ingrossati?

Regoli le pressioni.
Cambi le racle pensando siano usurate.
Pulisci di nuovo il cliché.
Osservi lo stampato con il lentino, come se da un momento all’altro dovesse arrivare la rivelazione.

Alla fine modifichi così tante volte le impostazioni di stampa che non sai nemmeno più come sei arrivato a quel risultato, che tutto sommato è solo appena accettabile.

So bene che non è facile avere il controllo delle curve di stampa e dei risultati.
Ma la soluzione esiste.
E, contrariamente a quanto spesso sento dire, non significa necessariamente cambiare la macchina da stampa.

Ma andiamo con ordine.

Lascia che ti racconti cosa è successo qualche mese fa con un mio cliente stampatore che era arrivato al punto di voler quasi gettare la spugna.

Il caso studio

Si tratta di uno stampatore flexo che lavora a banda stretta, 2, 3 e 4 colori.

Ultimamente però qualcosa non torna: i cliché utilizzati non stanno più garantendo i risultati attesi e, nonostante rifacimenti e continui aggiustamenti in macchina, il problema non si risolve.

Non sa più che pesci prendere.

Osserviamo insieme la scaletta del lavoro che mi ha portato.

 

Foto 1 – Primo test: caratteri impastati

Il colore risulta impastato e il carattere chiaramente ingrossato.
Normalmente, stampando un 50%, ci si aspetta un valore intorno al 62–67%.
Qui siamo arrivati addirittura al 95%.

Non serve essere un addetto ai lavori per capire che questa non è una scaletta.
È un pastone.

Certo, pressione e inchiostro influiscono.
Ma qui il problema è più profondo.

Frustrato dai fermi macchina e dai ritardi di produzione, il cliente mi chiede consiglio.
Vuole capire se esiste un modo per riportare sotto controllo il processo e ottenere risultati più stabili.

Dopo aver analizzato i campioni ricevuti, decido di procedere con l’etichetta di riferimento.
Eseguo un test di caratterizzazione e raccolgo i dati necessari per ottimizzare la stampa.

Stampiamo il test e rileviamo i dati per capire se la direzione intrapresa è corretta e se il problema migliora… o sparisce.

 

Foto 2 - Secondo test: scaletta comincia a prendere la giusta forma.

 

La scaletta inizia a prendere forma, ma i minimi sono ancora alti…

A questo punto non resta che ottimizzare ulteriormente, definendo la curva ideale per quello specifico gruppo di stampa.

 

Foto 3 - Terzo test, scaletta corretta

 

Ed ecco che l’obiettivo viene centrato.

Grazie a questa analisi il cliente scopre due elementi chiave:

  • un gruppo di stampa difettoso

  • un problema legato a uno specifico colore dell’inchiostro

Altro che tentativi in macchina e regolazioni casuali.
Senza un’analisi a monte, il problema si sarebbe ripresentato ogni volta.

Con il CTP e una calibrazione mirata delle curve è possibile risolvere molti dei problemi che si presentano in stampa e creare cliché in grado di lavorare nelle reali condizioni di produzione, non in condizioni teoriche.

Conclusione

Prima di tutto una:
avere una produzione interna di cliché con un sistema CTP significa controllo diretto del processo.

Un CTP, affiancato da un training adeguato, permette di personalizzare la produzione in modo profondo e preciso, adattandola alle condizioni reali di lavoro.

Operatore.
Macchina da stampa.
Polimeri.
Anilox.
Supporti.
Biadesivi.
Racle.

Ogni reparto ha le sue variabili.
E ignorarle significa rinunciare al controllo.

Il punto però è questo:
il CTP, da solo, non basta.

Per ottenere davvero il controllo della produzione serve la persona giusta, capace di affiancarti, leggere i dati, interpretare i risultati e trasferire le informazioni corrette.

Non è qualcosa che si risolve con un training iniziale.
È il frutto di formazione continua, esperienza sul campo e confronto costante.

Ed è proprio su questo che noi di Ditom puntiamo ogni giorno.

Perché la tecnologia conta.

Ma sono le persone che fanno davvero la differenza.

Scegli le lastre Ditom e il supporto tecnico di cui hai davvero bisogno per ottenere controllo e risultati costanti in stampa.

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